Copertina: Arte Moderna e Contemporanea

Arte Moderna e Contemporanea

MILANO - Martedì 14 Luglio 2026
Asta Live0129

Sessione unica (lotti 1 – 55) ore 16:00 CEST

Termine offerte pre-asta: martedì 14 luglio 2026, alle ore 14:00 CEST.

L’asta si terrà in presenza in Via Edmondo De Amicis 36,
Milano.

I lotti 23 e 50 saranno visionabili solo su appuntamento. Per maggiori informazioni scrivere a modernandcontemporary@krusoart.com

ESPOSIZIONE

6 luglio, ore 10:00 - 19:00
7 luglio, ore 10:00 - 19:00
8 luglio, ore 10:00 - 19:00
9 luglio, ore 10:00 - 13:00
10 luglio, ore 10:00 - 19:00
13 luglio, ore 10:00 - 19:00
Via Edmondo De Amicis 36, Milano.

Storia, materia e scarto. Questi sono solo alcuni dei termini impiegabili per sintetizzare la molteplicità artistica caratterizzante il catalogo presentato. Un esercizio di riduzione della complessità con cui il passaggio immaginativo da “isole” tematiche ad un vero e proprio “arcipelago” non appare così impensabile.

Il concetto di Storia, sia in un’ottica temporale che di rilevanza, emerge con le sperimentazioni futuriste di Roberto Marcello Iras Baldessari presente a catalogo con il dinamismo del suo Motociclista in corsa e di Treno + Città, entrambi esempi pregevoli delle ricerche dell’artista attorno alla tematica della velocità. Come spiegato da Maurizio Scudiero, il Motociclista in corsa: “[…] mostra un segno più ‘immediato’ e incisivo, cosa del tutto normale in un disegno ‘di getto’. Le ‘linee-forza’ Boccioniane (quelle linee poste in diagonale sull’immagine) stanno proprio a significare il ‘movimento dell’oggetto nello spazio […]” Il Treno + Città invece: “[…] Rientra negli studi di velocità che Baldessari dedica in particolar modo al tema del treno in corsa […] e nelle quali si pone di volta in volta l’accento sull’aspetto meccanico, sulla simultaneità oppure su quello ‘sociale’ (la folla che attende il treno in arrivo alla stazione). In questo caso il treno sta entrando in città, e si avvicina alla stazione […]”. A fare da accompagnamento, le rielaborazioni futuriste di Ettore Tani, Verossì, Alfredo Gauro Ambrosi e l’aeropittura di Vittorio Caproni.

La selezione si arricchisce dell’iconicità di Giorgio Morandi. Il lirismo e la semplicità compositiva contribuiscono all’accentuazione di quel peculiare senso di straniamento del quotidiano dato dalla ripetizione costante del medesimo soggetto. Felice Casorati, invece, è presente con un lavoro datato 1939, dalla figurazione – due nudi – tipici di quegli anni. Tra i grandi maestri, ecco dunque Piero Dorazio. In Anarca I conferisce al tipico motivo della struttura reticolare un senso di minor densità ma animato da una spiccata tensione interiore frutto di una più ridotta ed elegante composizione geometrica. Questa viene articolata in quattro strutture la cui alternanza cromatica su fondo scuro e differente inclinazione caricano il tutto di un dinamismo e luminosità più accentuata.

La centralità della materia è evidente nella qualità artigianale della scultura di Pablo Atchugarry. L’artista uruguaiano si è da sempre cimentano in una sfida alle convenzioni del medium scultoreo con delle elaborazioni che sintetizzano l’attenzione primaria verso il concetto di forma e, in particolare, nei confronti delle sue qualità ascensionali e spirituali. Nonostante gli apparenti rimandi a strutture naturali, corpi umani o architetture, le creazioni di Atchugarry invitano al superamento di condizionamenti narrativi inducendo chi osserva ad abbandonarsi a quel senso di mistero insisto nella perfezione della forma. La manualità insita nel processo creativo, insieme al dialogo costante con la luce, contribuiscono poi a svincolare le elaborazioni dalla pesantezza della materia incrementando quel senso di astrazione e metamorfosi data dalla tensione insita nel dialogo tra la concretezza del marmo e la purezza aleatoria dell’elemento luminoso. La materializzazione dei paesaggi interiori di Marco Tirelli mostra un impiego della scultura come esperienza introspettiva, mentre qualsiasi propensione emotiva si disinnesca nella serialità minimale delle piramidi di Sol Lewitt, spostando l’attenzione da qualsiasi aggiunta narrativa a favore di una pura esperienza percettiva e spaziale.

La materia si estremizza, soprattutto in termini di scala, con uno specifico corpus di opere appartenenti ad un’importante collezione belga. Guardando ai lavori, Sterling Ruby, Sherrie Levine ed Evan Holloway, esponenti di spicco dello scenario artistico globale, rinvigoriscono la selezione di quel senso di caoticità e sovrapproduzione contemporanea. Ed è proprio in quest’accezione che si inquadra il concetto di recupero e riutilizzo dello “scarto”. Un qualcosa di evidente, nonché vera cifra distintiva, nella monumentalità di Sterling Ruby. Il suo ECLPSE (RWYB), appare come una stratificazione di cartoni utilizzati dall’artista come copertura per le pareti e pavimento del suo studio e assemblati in una composizione capace di esaltarne la purezza formale nonché la rievocazione di forme lunari e sovrapposizioni di paesaggi. L’intreccio tra potenza cromatica e monumentalità accentua l’impatto visivo di FLAG/RG FACIAL, in cui la randomicità dell’assemblaggio di materiali provenienti dall’atelier dell’artista lascia esplodere l’eredità storica della singola componente in un accumulo multilivello di memorie e temporalità. L’accezione si fa simultaneamente più cupa e celebrativa con REMNANT MEMORIAL, replica una panchina creata a partire dai resti delle componenti in legno del granaio della madre di Ruby che, in seguito alla sua morte nel 2014, sono state smontate e spedite da New Freedom, Pennsylvania a Los Angeles (dove vive e lavora l’artista). In un’attitudine trans-storica, Evan Holloway lascia che i materiali impiegati, in Untitled (Large Round Volume with Batteries) e California Ryder, si facciano portavoce di simbologie, luoghi e tradizioni differenti. Se in California Ryder, il bitume impiegato proviene direttamente dal sito paleontologico di La Brea Tar Pits a Los Angeles, in Untitled (Large Round Volume with Batteries) l’utilizzo di pile ormai scariche introduce una dimensione dalla portata globale in un’allusione circa l’impatto della vita contemporanea sulla sostenibilità ambientale. Infine, con Hobbyhorse – triciclo ispirato alla celebre foto di William Eggleston – Sherrie Levine smonta l’idillio infantile mediante scomode contaminazioni del mondo adulto rendendo l’oggetto una materializzazione nostalgica di sogni ormai perduti ma che continuano a rappresentare, per quei bambini ormai adulti, dei veri e propri “cavalli di battaglia” (traduzione letterale del termine Hobbyhorse).

Informazioni sull'asta:

Jacopo Antolini
Head of Department
jacopo.antolini@krusoart.com

Gabriele Medaglini
Junior Specialist
gabriele.medaglini@krusoart.com

Stato di conservazione / Condition Report
modernandcontemporary@krusoart.com
+39 02 87215920

Offerte pre-asta
Gabriele Medaglini
gabriele.medaglini@krusoart.com
+39 02 87215920

Ritiro lotti

Alessio Chiaverini
alessio.chiaverini@krusoart.com
+39 02 8721 5920

Il ritiro dei lotti acquistati potrà essere effettuato a partire dal giorno 13 luglio 2026 presso la nostra sede in Via Edmondo De Amicis 36, 20123 Milano, previo appuntamento, scrivendo a logistica@krusoart.com.